| Devo studiare ma dovrei pur continuare anche a leggere! | procrastinazione ⇋ pigrizia | Dovrei leggere ma soprattutto devo studiare! |
domenica 4 ottobre 2009
Io della letteratura non ho capito un cazzo.
[Chi non avesse voglia di leggere,
è pregato almeno di soffermarsi sull'ultimo paragrafo.
Gratissima,
A.]
A mezz'acqua in un fondale di pigrizia e abbruttimento intellettuale intimo diffuso, mi rendo conto con un vago senso di allarme di non leggere sul serio da tempo. Con tutta la letteratura che non ho letterato in questi due anni, avrei quantomeno dovuto succhiare lo scibile umano nel campo della scienza e della medicina per quanto possibile per uno studente ai primi anni. E invece nemmeno questo. Penso si tratti di un banale circolo vizioso:
Ma una cosa l'ho capita: io della letteratura non ho capito un cazzo.
Da piccolissima odiavo leggere, destando la preoccupazione dei miei - a loro modo - preparati ed intellettuosi genitori. Poi un libricino della serie blu del battello a vapore (il che mi fa pensare che la mia conversione non abbia vuto luogo così tardi come mi fecero pesare i miei. Oppure ero stupida e leggevo Inchiostik a 14 anni senza rendermene conto) mi fece cambiare idea.
Lessi comunque con poca gloria per tutto il ciclo delle scuole elementari. Ma con i primi mattoni di Roal Dhal ecco che riuscii a fare un passo avanti (leggere più di 50 pagine senza annoiarmi!!!).
Delle medie non ricordo. Periodo buio. Ah sì, ma quale periodo buio: alle medie scrivevo! Racconti, o meglio poche pagine di romanzi immensi mai terminati con intrecci e prosa da ottene ma, cribbio, ero un fiume in piena!
Con il liceo la sorgente cominciò a languire. Scrivevo, anche tanto, ma non creavo. Situazione drammatica che si protrae senza pietà fino ad oggi. Però cominciai a scoprire la letteratura, quella consapevole, quella da citare, quella che fa fare bella figura. Divoravo libri e, man mano, affinai un certo gusto personale, che all'ultimo anno del liceo sintetizzai, senza falsi intellettualismi, con la definizione: "Amo leggere cose di autori morti."
Un autore vivo non mi dava sicurezze, mi appariva prevedibile ed inconsistente. Quanto leggevo mi sembrava scontato, rarissimi i momenti di reale stupore ed innalzamento del mio acerbo animo a quadri più solenni. Certo che anche gli autori che definivo "morti" un giorno dovevano pur esser stati vivi, e cosa potevano aver avuto in più di quelli vivi adesso, che comunque un giorno sarebbero morti, soddisfacendo così tutti i requisiti richiesti?
Forse amavo semplicemente il passato più del presente, cred[evo?] che qualsiasi pensiero cacato da un mio contemporaneo potessi partorirlo a mia volta senza il suo aiuto, mentre, parallelamente, i morti non mi mettevano in condizione di doverci competere, mi permettevano un'ignava contemplazione.
Può essere, non lo so.
Cercai anche di iniziarmi al filone della saggistica filosofica-sociologica. Un fallimento totale: perchè dovrei ascoltarti? Pensi che quanto hai da dire sia tanto interessante da meritare che io faccia lo sforzo di seguire un interminabile discorso solo per sentirmi accresciuta? Ma per cortesia. Solo perchè non sei in grado di manipolare la mia anima portandola negli stessi meandri della tua, cerchi di portarci noiosamente la mia mente.
Il mio unico paziente compagno, un amore delle elementari consolidatosi negli anni, è stata la poesia. Ma questo è un capitolo a parte.
Dicevamo. Liceo. Facevo contenti i librai allora, sì. Sì.
Poi il declino: una mistica conversione scientifica sbriciolò la mia vocazione strettamente bibliofila e, seppur avessi tutto lo spazio e il tempo per portare avanti i miei interessi letterari, il ritmo calò molto, fino ad arenarsi.
Sia chiaro: non che non abbia assaporato pagine di grande letteratura in questi due anni, ma il grosso che mi è rimasto dentro è un vuoto. In particolare, il colpo di grazia venne con l'ultimo libro-capolavoro da me letto non ricordo nemmeno quando, forse l'anno scorso: L'idiota.
Un capolavoro, il libro più bello che abbia mai letto.
Ma.
Ma.
Di lì in avanti mi sentii colpita da un disinteresse diffuso. Sentivo di aver letto grosso modo qualcosa tra ciò che di più alto si potesse assaporare nel campo di quella zombieletterarura di cui sopra.
E, sinceramente, mi ero stancata di una sensibilità di certo affascinante proprio in quanto profondamente identica ma, dannazione, complessivamente estranea alla mia! (e pure leggermente ritrita)
Da allora esploro le libreria senza curiosità: il solo piesiero di leggere qualcosa scritto più di cento, cosa dico, cinquanta, anni fa, mi angoscia, mentre quello di darmi allo scaffale delle ultime uscite o dei best-sellers mi mortifica. Perché, capisco adesso, ho tralasciato completamente l'importanza di costruirmi uno sguardo sulla letteratura che non fosse, essenzialmente, quella di un liceale con ambizioni intellettualoidi.
E quindi ho bisogno di voi.
Ho bisogno di leggere, ho bisogno di sentire di nuovo i brividi di ingenua, felice e beata sorpresa di quando scoprii la Austen, Tolstoj, Marquez, Borges, Laclos, Sartre, Caproni, Bulgakov, Masters, ETC ETC ETC.
Ne ho davvero bisogno.
Vostra,
A.
domenica 6 settembre 2009
martedì 30 giugno 2009
venerdì 12 giugno 2009
Milano Tolemaica
[da zona De Angeli] Mi scusi, devo raggiungere zona P.ta Romana, mi sa dire in che direzione devo andare?
Guarda, la vedi la 91?
Ecco, prendila o comunque segui quella strada
[cioè la circonvallazione estena, N.d.r.]
Sì ma, se seguo la circonvallazione, vuol dire che faccio così
[traccio nell'aria una semicirconfenza]
Deve esistere un modo per fare così
[traccio una corda tra i due estremi]
No ma guarda che la 91 non curva mai.
...
È proprio un rettilineo, puoi stare tranquilla.
...
...
Grazie, buona giornata!
lunedì 6 aprile 2009
Il Gap.
"Ma sarebbe successo di sicuro!
Capisco instaurare di comune accordo una relazione basata sul sesso,
ma hai mai conosciuto una donna la quale,
mettendo in gioco tu stesso
tenerezza, condivisione, affetto e continuativa frequentazione...
non finisse per provare un coinvolgimento maggiore,
sicura di essere corrisposta?"
"Mh. In effetti non lo so, ci devo pensare."
"Vuoi dire che per te è possibile comportarti in questo modo senza che davvero significhi nulla di più?"
"Sì, certo."
"..."
"..."
"..."
"Deve essere uno di quei gap di voi donne. "
sabato 14 febbraio 2009
lunedì 12 gennaio 2009
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